LA DAMA DEL GRAN MONDO

 

                              Cette femme, sortie des rangs de la noblesse, ou poussèe de la bourgeoisie…est… une dernière image de bon goùt, de l’esprit de la grace, de la distinction, rèunis mais amoindris.

DE BALZAC

   In qualche bella domenica d’inverno, quando il nostro cielo spiega i suoi tesori di luce e d’azzurro, da un’ora fino alle quattro pomeridiane, se non avete di meglio a fare, e se avete un bel paio di guanti, un cappello di Londra, e un patent in mano, mettetevi a passeggiar per Toledo, o per la Villa Reale.

   Certamente, attraverso le tante figurine che vi passeranno dinanzi, tra la folla che oziosamente occupata vi urlerà davanti e da dietro, i vostri occhi si fisseranno sovra una donna, la quale, benché non abbia nulla di particolare e di distintivo, non è però come  tutte le altre donne. Ed in fatti, avrete visto moltissime forse meglio e più riccamente vestite, altre più belle o più fine, ed altre ancora più cariche di gemme e di oro, ma per nessuna vi siete incomodato a voltarvi indietro ed a fermare un tratto il vostro cammino, come avete fatto per la mia donna, intendo la donna di cui parlo. Quando ella passa daccanto a voi, non vi è preoccupazione o distrazione che possa tenervi dal fissarla con piacere; imperocchè vi è nella sua persona un certo non so che così nobile, così elegante, così scaltro e motteggevole, che bisogna per forza guardarla, ma di soppiatto, alla sfuggita, sottocchio, perché è impossibile che si poss’avere tant’animo e tanto ardire da guardarla per un minuto faccia a faccia; questa donna è la dama  del gran mondo.

   Nelle passeggiate, al teatro, alle feste ella è sempre accompagnata da due uomini, di cui uno per lo più porta un piccolo nastro rosso ad un occhiello dell’abito: sovente la si vede altresì andar sola, ma a dieci passi di distanza le tien dietro un grosso domestico in livrea. Questo andar suo a piedi s’intende però nelle passeggiate alla moda, in qualche bella giornata, perché la dama del gran mondo va sempre in carrozza sua propria.

   Nessun colore affettato o troppo vivo, nessun ornamento in gran vista si scorge nella sua toletta; per lo più la stoffa di un gusto squisito è di un prezzo assai mediocre.

   Vi è però nel modo di portar la veste, nella semplicità, nella naturalezza delle pieghe una tal grazia, un tal senso di superiorità, che non si può far di meno di esclamare: ecco una gran dama..

   Non vi parlo della maniera con cui ella covre le sue leggiadre forme nella mantiglia e nello sciallo.

   Io credo che la cosa più difficile per una donna è il portar bene lo sciallo: vi è nella disposizione degli angoli, nell’abbandono delle braccia e delle mani, nel disegno che si fa prendere alla parte anteriore del petto, un’arte difficilissima che da poche si possiede.

   La dama, di cui vi parlo sa darsi nel camminare un movimento concentrico, voluttuoso e leggiero, che fa fremere sotto la stoffa le care forme d’un corpo svelto, ed impastato dalle grazie. Il suo incesso non celere, non lento, non affettato, ha una tale graziosa imponenza che obbliga il più insolente bellimbusto a scostarsi per farla passare.

   Il cappello che porta è semplice, i nastri sono sempre freschi e gentili: rarissime volte veggonsi piume e fiori sul suo cappello, perocchè ella li serba per la pettinatura di soirèe: le piume richiedono la carrozza; i fiori mostrano molta pretensione a comparir bella. Guardatela, quanta soddisfazione, nobiltà e indifferenza sono sparse sulla sua fisionomia! Come il suo sguardo languido e consumato getta però la vita sovra ogni cosa. Ella sa bene che tutti ed in ispezialità le donne si volteranno per guardarla; sa bene che dappertutto l’accompagnano uno sguardo d’invidia per parte delle donne, e un sospiro di compiacenza per parte degli uomini; sa pure che la sua veste, il suo manto, il suo cappello, e finanche le spille della sua toletta, saranno studiate, imitate, divulgate.

   Che differenza tra la dama del gran mondo e la Signora volgare! Costei è facile a riconoscersi per l’affettazione che mette ad imitare le maniere della gran dama; la veste di lei sarà gonfia oltremodo, i nastri del cappello saranno puliti ma non freschi; ed i guanti non calzano bene alle mani. Questa donna esce per affari e non per diporto, va sola, o accompagnata da una vecchia fantesca, cammina guardando il dorso di tutte le signore che passano, è sempre indecisa, stordita, o ciarliera, non sa se deve o no entrare in un magazzino. Quando piove, e le strade sono fangose, la donna volgare raccorcerà la veste per passare i rigagnoli; e sovente la si vede portar per mano un fanciullo, il quale l’obbliga di fermarsi ad ogni vettura che passa, o davanti ad ogni magazzino di trastulli: questa donna porta sempre in inverno un boà o una pellegrina, ed in estate uno sciallo o una ciarpa; nella toletta di lei vi è sempre del superfluo.

   Esaminate nelle gallerie la dama del gran mondo. Quanta grazia sa dare al suo profilo quando parla con chi le sta seduto vicino! Quant’amabile ironia e scaltra civetteria leggonsi nel suo sguardo leggiermente abbassato o arditamente fisso! Non la sorprenderete mai, come la donna volgare, a far calare un busto insubordinato, a guardare se il fazzoletto da collo adempie bene l’ufficio di custode; la sua acconciatura è sempre ben studiata, ben composta, nulla vi è di troppo o di meno. All’opposto delle altre donne, se la dama del gran mondo è maritata, non parlerà mai di suo marito, non lo mostrerà mai se egli è presente, non lo farà neanche supporre o indovinare.

   In casa sua, ella non è visibile prima delle due pomeridiane; andando a farle visita, ella vi farà aspettare per darvi il tempo e l’opportunità di ammirare le suppellettili di buon gusto ond’ella ha arricchito il suo appartamento. Se avete il sommo bene di entrar nella sua camera, siate certo che troverete la dama seduta daccanto al fuoco, sulla sedia a bracciuoli; vi saluterà  senz’alzarsi; il suo parlare sarà pieno di spirito, di epigrammi, e di fina maldicenza.

   Per esser dama di gran mondo non è soltanto necessario aver molto spirito, e molto gusto, bisogn’avere altresì moltissima astuzia. Al teatro ella sparisce innanzi che finisca lo spettacolo, ed è difficilissimo che voi la sorprendiate nel punto in cui esce dal palco: qualche volta potete incontrarla sulle scale di S. Carlo, dando il braccio a un’altra dama; ella sta ivi per ordine, imperocché probabilmente ha qualche sguardo a dare, oppure sta ivi fermata per trarre a sé maliziosamente l’attenzione e gli sguardi de’passanti.

                                                                                       FRANCESCO  MASTRIANI